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Short cut to Nirvana: Kumbh Mela
Articolo di Sabrina Bernardini del 17/04/2005 delle ore 11:40
Un festival che è il più grande, il più antico e capace di raccogliere fino a 70 milioni di persone. Solo ogni dodici anni si ripete. I pellegrini e i guru si riuniscono nella citta di Allahabad (Prayag), che è alla confluenza di tre fiumi Ganges, Yamuna e Saraswati. Un triangolo di terra desolato che per gran parte dell’anno è sommerso dall’acqua. Questa zona è molto calda di giorno e fredda di notte, ma ciò non scoraggia i pellegrini dalla loro missione. Sono costruite tendopoli dove per giorni la gente prega e medita alla ricerca del Nirvana. L’immensità dell’evento è espressa nella scena iniziale e finale del documentario in cui dall’alto l’incontro dei tre fiumi è guardato con il pullulare di gente che affluisce. Il viaggio attraverso questo universo sconosciuto al popolo occidentale è fatto attraverso un giovane monaco indù di nome Swami Khrihnanad e altri due occidentali, Justin Davis, laureato in studi religiosi e Dyan Summers, infermiera che provengono entrambi da New York e zone limitrofe. Qui in delle enormi tendopoli dove si riesce anche a trovare un centro internet dove controllare la propria posta elettronica, Guru e i loro fedeli meditano attraverso forme tradizionali come lo yoga oppure cercano di arrivare al Samadhi (meditazione profonda). Swami porta i registi anche in aree a cui da soli non avrebbero avuto accesso. E viene mostrato quindi che il samadhi può essere raggiunto anche con metodi meno tradizionali come una donna giapponese che si fa tumulare viva per tre giorni o il guru che tiene un braccio alzato da decenni, o che siede su un letto di chiodi sospeso su carboni ardenti. Tra la folla si trovano anche scettici che dicono che solo il 20% delle persone che si riuniscono hanno una vera fede mentre il resto è lì per curiosità. In giorni speciali per via dell’allineamento dei pianeti i fedeli si bagnano nelle zona sacra della convergenza dei tre fiumi e arrivano al karma, alla rinascita e alla purificazione dell’individuo che libera dai peccati anche le 10 generazioni precedenti e successive; questo e’ il riferimento allo “short cut” del titolo, letteralmente la scorciatoia al Nirvana. Ma lo shrt cut-scorciatoia del titolo è anche riferito al fatto che il Nirvana non è facilmente raggiungibile. C’è anche un'interessante apparizione del Dalai Lama in cui mette in evidenza che il messaggio di festival come questi è solo amore. La conversione è fuori moda dice il Dalai Lama, perchè essere cristiani, musulmani, indù, buddisti o ebrei è la stessa cosa. L’amore è la maggiore religione. Il film indipendente autofinanziato e che è distribuito solo grazie al supporto della carta di credito di Benazzo, come scherza lo stesso regista, sta facendo il tour di molte città americane, da Los Angeles a San Francisco, da Dallas a Austin, da Denver a Washington e New York con risultati molto positivi e stanno tenendo testa a molte produzioni hollywoodiane con il loro messaggio di pace e tolleranza tra le diverse culture. Per chi volesse avere maggiori informazioni consulti il sito www.melafilms.com e per chi volesse partecipare al prossimo Kumbh Mela deve aspettare al 2013. Per vedere il trailer del film clicca qui. Ci auguriamo e auguriamo soprattutto a Maurizio Benazzo e Nick Day che questo messaggio possa arrivare attraverso la proiezione anche in Italia. Sabrina Bernardini |
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