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Short cut to Nirvana: Kumbh Mela
Articolo di Sabrina Bernardini del 17/04/2005 delle ore 11:40

shortcut_nirvana.jpgMaurizio Benazzo regista insieme a Nick Day, del film-documentario “Short Cut to Nirvana: Kumbh Mela” racconta che tutto è cominciato abbastanza in fretta nel 2001. Un amico dice loro che c'è un grosso festival religioso in India tra quattro settimane oppure tra dodici anni! Così decidono di prendere le telecamere e partire per l’India per documentare questa festa, perchè deve essere raccontata!

Un festival che è il più grande, il più antico e capace di raccogliere fino a 70 milioni di persone. Solo ogni dodici anni si ripete. I pellegrini e i guru si riuniscono nella citta di Allahabad (Prayag), che è alla confluenza di tre fiumi Ganges, Yamuna e Saraswati. Un triangolo di terra desolato che per gran parte dell’anno è sommerso dall’acqua. Questa zona è molto calda di giorno e fredda di notte, ma ciò non scoraggia i pellegrini dalla loro missione. Sono costruite tendopoli dove per giorni la gente prega e medita alla ricerca del Nirvana. L’immensità dell’evento è espressa nella scena iniziale e finale del documentario in cui dall’alto l’incontro dei tre fiumi è guardato con il pullulare di gente che affluisce.

Il viaggio attraverso questo universo sconosciuto al popolo occidentale è fatto attraverso un giovane monaco indù di nome Swami Khrihnanad e altri due occidentali, Justin Davis, laureato in studi religiosi e Dyan Summers, infermiera che provengono entrambi da New York e zone limitrofe. Qui in delle enormi tendopoli dove si riesce anche a trovare un centro internet dove controllare la propria posta elettronica, Guru e i loro fedeli meditano attraverso forme tradizionali come lo yoga oppure cercano di arrivare al Samadhi (meditazione profonda). Swami porta i registi anche in aree a cui da soli non avrebbero avuto accesso. E viene mostrato quindi che il samadhi può essere raggiunto anche con metodi meno tradizionali come una donna giapponese che si fa tumulare viva per tre giorni o il guru che tiene un braccio alzato da decenni, o che siede su un letto di chiodi sospeso su carboni ardenti. Tra la folla si trovano anche scettici che dicono che solo il 20% delle persone che si riuniscono hanno una vera fede mentre il resto è lì per curiosità. In giorni speciali per via dell’allineamento dei pianeti i fedeli si bagnano nelle zona sacra della convergenza dei tre fiumi e arrivano al karma, alla rinascita e alla purificazione dell’individuo che libera dai peccati anche le 10 generazioni precedenti e successive; questo e’ il riferimento allo “short cut” del titolo, letteralmente la scorciatoia al Nirvana. Ma lo shrt cut-scorciatoia del titolo è anche riferito al fatto che il Nirvana non è facilmente raggiungibile.

C’è anche un'interessante apparizione del Dalai Lama in cui mette in evidenza che il messaggio di festival come questi è solo amore. La conversione è fuori moda dice il Dalai Lama, perchè essere cristiani, musulmani, indù, buddisti o ebrei è la stessa cosa. L’amore è la maggiore religione.
Il documentario ha il pregio di far conoscere al mondo occidentale un evento di tali proporzioni che è completamente sconosciuto e ignorato. Con le loro telecamere in un crescendo di colori anche caleidoscopici tra il fumo dell’incenso, la polvere e il chapati ci portano al di dentro delle tende in un clima tra sacro e carnevalesco.

Il film indipendente autofinanziato e che è distribuito solo grazie al supporto della carta di credito di Benazzo, come scherza lo stesso regista, sta facendo il tour di molte città americane, da Los Angeles a San Francisco, da Dallas a Austin, da Denver a Washington e New York con risultati molto positivi e stanno tenendo testa a molte produzioni hollywoodiane con il loro messaggio di pace e tolleranza tra le diverse culture.

Per chi volesse avere maggiori informazioni consulti il sito www.melafilms.com e per chi volesse partecipare al prossimo Kumbh Mela deve aspettare al 2013. Per vedere il trailer del film clicca qui.

Ci auguriamo e auguriamo soprattutto a Maurizio Benazzo e Nick Day che questo messaggio possa arrivare attraverso la proiezione anche in Italia.


Sabrina Bernardini




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