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Nintendo World, il paradiso per ogni fan Nintendo
Articolo di Diego Murru del 31/01/2006 delle ore 18:59

nintendoworld_01.jpgNew York è sempre la solita grandiosa città, piena di cose da fare e da vedere. Regno incontrastato dello shopping più sfrenato, terra dove i saldi possono realmente chiamarsi così, trattandosi spesso di reali occasioni da non lasciarsi sfuggire. Tra tutta questa miriade di negozi, uno è particolarmente degno di nota: il Nintendo World.

Armato di tante belle speranze, mi dirigo verso una splendida Rockefeller Plaza dove la tradizionale pista di pattinaggio sul ghiaccio e lì al suo posto, e il solito via vai di persone si muove più o meno ordinato attorno ad uno dei centri più famosi della Grande Mela. Lì vicino, al numero 10 della stessa piazza, si trova lo store a due piani dove qualsiasi fan Nintendo (ma non solo) lascerebbe metà del suo portafogli.

nintendoworld_02.jpgDopo aver ammirato l'esterno ad una temperatura polare di circa - 10°, mi avvio al suo interno. L'impatto è molto positivo. Ero già stato qui, quando al posto del Nintendo World si poteva visitare il Pokemon Center. Ora, sicuramente a causa anche di un fisiologico calo di popolarità dei mostricciattoli tascabili, Nintendo ha già da qualche tempo rivoluzionato lo store dedicandolo a tutto il suo mondo.
Il tutto è curato nei minimi particolari, dalle luci all'arredamento, al personale gentilissimo e pronto ad aiutarti in tutto e per tutto.

Il piano terra presenta un ingresso spazioso e una grande postazione circolare dove sono collegati in rete diversi Nintendo DS. Naturalmente Mario Kart la fà da padrone, con diversi ragazzi impegnati in una mega partitona in multiplayer. Il piano terra è dedicato praticamente all'ultima nata in casa Nintendo, al GameBoy ADV e al fenomeno Pokemon, che sebbene ridotto, ha sempre una sua certa rilevanza grazie a scaffali pieni di giochi e gadget. La cosa che di più attira l'attenzione sono una serie di teche nel cui interno si trovano console in edizione limitata o gadget e cimeli esclusivi: una vera meraviglia per gli occhi. Il tutto correlato da maxischermi piatti (ben 50) sparsi qua e la, che proiettano le immagini degli ultimi titoli per le console della grande N.

nintendoworld_03.jpgSalite le scale (ma avrei potuto prendere anche un ascensore, chiaramente anch'esso molto Nintendoso) eccoci nel meraviglioso secondo piano, terra del GameCube (con tanto di varie postazioni gioco sparse per tutto il piano), ma soprattutto luogo dove il fan più accanito potrà soddisfare le sue voglie di gadget. Qui infatti è possibile trovare dalle t-shirt ai cappelli passando per cuffiette, ombrelli, mouse pad, vari accessori per tutte le console, portachiavi e chi più ne ha più ne metta. Fantastica la serie di gadget 1UP che vede come protagonista assoluto il mitico funghetto verde che regala una vita a Mario.

Dopo le foto di rito (con tanto di autorizazzione allo scatto e alla pubblicazione sul nostro sito) e l'immancabile fase shopping, non mi rimane che salutare questo paradiso del videogioco a cui un appassionato che si trovi nella Grande Mela non può non dedicare almeno qualche minuto del suo tempo, trovandosi inoltre, in una zona dove il turista passa sempre e comunque.

Ecco come raggiungere il Nintendo World
10 Rockefeller Center - New York, NY 10020
Tel. 646-459-0800

Lo store è aperto tutti i giorni con i seguenti orari:

lunedì-giovedì dalle 9:00 alle 20:00
venerdì e sabato dalle 9:00 alle 21:00
domenica dalle 11:00 alle 18:00

Diego Murru


CBGB Club, la casa dell'Underground Rock
Articolo di Daniele Vecchi del 20/01/2006 delle ore 20:14

20060119_cbgb.jpgFacciamo un passo indietro nel tempo, ritorniamo ai tumultuosi anni settanta, teatro molto spesso di lotte di classe, sia politiche, sia sociali. New York, come sempre, è stata il centro focale di tutti i movimenti che hanno socialmente interessato tutte le ultime generazioni di giovani. La versione governativa, in ogni caso vera e attendibile, è che il movimento punk è nato a cavallo tra il 1976 e il 77 in Inghilterra, con l' esplosione di bands trasgressive come Damned, Sex Pistols, Clash e Siouxie & The Banshees, e con il devastante impatto di questa nuova attitudine sui giovani adolescenti dell'epoca.

Ma è altrettanto vero però il fatto che, sempre in quel periodo se non un paio di annetti prima, a New York e in California, patrie del liberismo statunitense e focolai delle più importanti esplosioni di fenomeni giovanili di massa, fremeva un rigogliosissimo sottobosco di bands dalla attitudine estremamente aggressiva, che mischiavano garage psichedelico ad hard rock capellone, creando un movimento perlomeno parallelo e similare al movimento punk inglese, con una attitudine un pò meno nichilista e distruttiva di quelli in Union Jack, che dicevano (giustamente) "No Future" e "Destroy", ma sempre con un approccio alla vita e alla società molto "dirty & rotten".

20060119_ramones.jpgA New York il movimento esplode come sempre nei sobborghi popolari, ad esempio da Forest Hills arrivano i "four misfits from Queens", i Ramones, la band che cambia radicalmente l'approccio attitudinale e compositivo di tutta quella generazione e di almeno altre cinque generazioni a venire. "One two three four", ogni pezzo dei Ramones cominciava così, numeri gridati al microfono dal bassista Dee Dee Ramone che facevano da preludio a intensissimi brani di tre accordi al massimo dell'overdrive sonoro, lunghi non più di due minuti ciascuno.

La rivolta adolescenziale era servita. A New York, pervasa da questo movimento ovviamente in maniera straripante, il luogo culto era, dove tutti si riunivano in memorabili e tumultuosi concerti, il CBGB Club, su Bowery Street e Bleeker Street. Fin dal 1973 il CBGB è il sinonimo assoluto di underground music, qui hanno incominciato la loro carriera TUTTE le bands alternative statunitensi, migliaia di gruppi e centinaia di leggende del punk-rock-hard-core hanno mosso i primi (e non solo) passi al 315 di Bowery Street, senza contare che anche realtà musicali più "open wide" e con più successo commerciale postumo come Patti Smith, Talking Heads, Tom Petty e Guns 'n' Roses hanno fatto tappa qui nei primi anni della loro carriera.

20060119_psmith.jpgNegli anni settanta e ottanta tutta la zona di Bowery Street, da Astor Place e Cooper Union fino a Chinatown era considerata una delle zone più pericolose e degradate di Manhattan (anche oggi), in quel periodo al CBGB e sulla Bowery era una vera e propria giungla. Infatti la maggioranza dei punx, anarchici, antimperialisti e antinazionalisti, e i nazi-punx e gli skins, nazisti, nazionalisti e razzisti, si ritrovavano agli stessi concerti al CBGB, entrambe le fazioni ostentando le loro attitudini e le loro ideologie, ed entrambe le fazioni non esattamente felici di ritrovarsi a pogare fianco a fianco. La logica conseguenza fu che i concerti di gruppi dichiaratamente anarco-sinistroidi come i Dead Kennedys (da quasi vent'anni porto tatuato sul bicipite sinistro il simbolo DK dei Dead Kennedys, e ne sono ancora assolutamente fiero) da San Francisco, di gruppi equivoci apparentemente di destra come gli Agnostic Front (anche se poi con gli anni la band si è rivelata non di destra), e di gruppi apolitici come i Black Flag e gli stessi Ramones, divennero una scusa per i violentissimi scontri tra queste due legioni di giovani, scontri urbani che spesso e volentieri proseguivano il giorno dopo, previo tacito accordo, a Tompkins Square Park, sei isolati più a nord est.

Negli anni novanta la situazione al CBGB è cambiata, e non di poco, tutto si è tranquillizzato, tutto si è uniformato. La maglietta recante il logo del locale, anche grazie a personaggi famosi visti ovunque e in qualsiasi situazione con quella t-shirt, hanno fatto in modo che il CBGB diventasse non solo un luogo di culto, ma anche un trend, una moda, a way of life, una linea di vestiario, una attitudine, in poche parole migliaia di persone in tutto i mondo si sono ritrovate a possedere una maglietta nera con la scritta CBGB - Omfug (Other Music For Uplifting Gormandizers, dove i "gormandizers" sono coloro che non ne hanno mai abbastanza della musica, quella buona...) senza sapere minimamente di che cosa si trattasse, classica espressione del pecoronismo occidentale.

Nonostante tutto comunque, quando si scende dalla subway alla fermata di Bleeker Street, sulla linea verde numero 6, si sale in strada e si guarda in direzione est, lontano circa trecento metri e si scorge il tendone bianco con la scritta rossa CBGB che sta proprio sulla porta d'ingresso del club, l'emozione è sempre fortissima. I concerti che ho visto al CBGB (School of Rock, M.D.C., Gang Green e Eyes of Hate) non me li sono minimamente goduti, tanto ero frastornato dall'emozione e dal turbamento, solo esclusivamente per il fatto di essere lì.

Per molti (quasi tutti) il CBGB al 315 di Bowery Street è una moda, ma per pochi rimane un culto, una tappa fondamentale dell'underground mondiale.

Daniele Vecchi


PiPod, pizzerie di New York a portata di pollice
Articolo di Giampietro Dedola del 12/01/2006 delle ore 12:48

La iPod mania continua a diffondersi sempre più anche in Italia sulla scia di un fenomeno nato e diffusosi negli Stati Uniti in pochissimo tempo.

Ma iPod non significa solo musica, giochi e video. Significa anche condividere ad esempio recensioni su locali, ristoranti e perchè no anche pizzerie.

E' da questo concetto che è nata l'idea di Adam Kuban, trentenne di New York appassionato di pizza e inventore del piPod, un programma scaricabile gratuitamente su internet che fornisce piccole recensioni delle pizzerie di tutti i quartieri di New York.

"Ho iniziato ad inserire nel mio iPod gli indirizzi delle pizzerie dove andavo scrivendo delle recensioni personali", ha detto Adam Kuban in un'intervista rilasciata al New York Post. "E allora che ho pensato di metterle a disposizione di tutti inserendole sul mio sito e creando piPod. Da quando l'ho messo on line il mio software è stato scaricato da oltre 1.300 amanti della pizza".

piPod è organizzato per zone: Brooklyn, Manhattan, Queens, Staten Island e The Bronx. Queste zone sono a loro volta suddivise in aree, come Soho, The Village, Upper East Side, Bay Ridge, ecc.. all'interno delle quali si trovano le pizzerie recensite con tanto di indirizzo, telefono, orari di apertura e chiusura, modi per raggiugnerle con i mezzi pubblici e addirittura i tipi di pagamento accettati. Il software occupa poco spazio (circa 80kb) ed è quindi installabile su qualsiasi versione del vostro iPod.

Le recensioni naturalmente sono in inglese, ma sono facilmente utilizzabili soprattutto perchè se si desidera provare una pizzeria abbiamo a portata di pollice l'indirizzo e ogni volta possiamo provarne una diversa.

Il software è scaricabile all'indirizzo pipod.sliceny.com.

Giampietro Dedola




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