Sei nella Home - Sport Americano

 

Sport Americano

I Mets ci riprovano
Articolo di Ale
del 25/01/2004 delle ore 17:55

Come sembra lontano l'autunno del 2000, quando i New York Mets si qualificavano per le World Series e si apprestavano a sfidare gli eterni rivali del Bronx, i New York Yankees, che li avrebbero poi sconfitti per 4-1.

In effetti anche se non si concluse con il titolo quell'anno fu comunque da ricordare per i tifosi dello Shea Stadium, che nonostante la bruciante sconfitta con gli Yanks potevano ammirare la propria squadra ai vertici delle Majors con un Mike Piazza a livelli MVP.

Da quel momento le cose sono cambiate, gli anni sono passati e si sono fatti sentire sulle ginocchia del catcher italo-americano e sul braccio di lanciatori storici come Al Leiter e John Franco.

La squadra del Queen's ha inanellato 3 stagioni da dimeticare, umiliazioni casalinghe e sweep in serie che hanno scoraggiato anche i tifosi più accaniti.

A nulla sono serviti gli ingaggi di un nuovo manager, Art Howe, e di un gruppo di giocatori affermati che avrebbero dovuto ridare lustro alla franchigia.

All'inizio di questa off-season c'era dunque molta curiosità nell'ambiente di New York per scoprire in che modo la dirigenza si sarebbe mossa sul mercato dei free agents, continuando la politica di svecchiamento di un roster pieno di veterani ma con pochi giovani talenti, o se Fred e Jeff Wilpon avrebbero messo a segno qualche ingaggio sensazionale.

A fine gennaio e con gli Spring Training alle porte si può fare un bilancio del mercato dei Mets osservando che entrambe le opzioni prima menzionate sono state scelte dalla dirigenza.

Infatti i free agents eccellenti del roster dell'anno passato sono stati lasciati liberi, alcuni senza troppi rimpianti.

E' il caso de pitcher destro Pedro Astacio, mai dimostratosi ai livelli delle sue prestazioni migliori ai tempi dei Rockies, del prima base Tony Clark, l'anno scorso spesso sostituto dell'infortunato perenne Mo Vaughn, e dell'esperto interno tuttofare Jay Bell.

Se le perdite di Astacio e Bell possono leggersi rispettivamente come una bocciatura ed un addio per limiti d'età, la rinuncia a Clark potrebbe far pensare ad un prossimo spostamento in prima base di Mike Piazza, per ovviare ai suoi problemi di difesa del piatto.

L'ipotesi a dire il vero era già stata presa in considerazione a metà della scorsa stagione, quando i lead-off avversari banchettavano dalla prima alla seconda base rubando a ripetizione davanti ad un Piazza insolitamente impotente.

Poi non se n'era fatto nulla, ma anche se per adesso Mike figura ancora come catcher nel roster dei Mets, un suo impiego in prima base non appare poi così improbabile, visti anche i problemi fisici che costringeranno Vaughn a saltare presumibilmente gran parte della stagione 2004.

L'altra direzione, quella delle firme ad effetto è stata sviluppata in due diversi modi, dando importanza sia alla stretta necessità tecnica sia al rientro mediatico che una firma su un contratto può offrire.

Rimanendo in ambito pratico, il "buco" nel roster dei Mets era rappresentato dalla mancanza di un esterno centro di valore assoluto, sia sul diamante sia al piatto.

Con la partenza di Jeromy Burnitz durante la passata stagione alla volta di Los Angeles, il reparto dietro di New York era composto da Cliff Floyd, Roger Cedeno, Timo Perez e Joe McEwing.

Se i primi due nomi, con prestazioni a dire la verità altalenanti, potevano assicurare una buona presenza offensiva, non erano certo affidabili dal punto di vista difensivo, soprattutto per essere spostati in un ruolo così determinante come quello di esterno centro.

Perez e McEwing, pur essendo ottimi giocatori, non potevano essere certo quei personaggi carismatici che trascinano i compagni sul campo e risolvono partite con giocate decisive, almeno non con continuità.

Ed allora il free agent di lusso è arrivato: Mike Cameron, messo sotto contratto il 18 dicembre per un periodo di 3 anni con opzione sul quarto.

L'ex Mariner dovrà confermare quanto di buono fatto vedere nei suoi anni a Seattle, facendo dimenticare in fretta la delusione Burnitz.

I numeri del 30enne di LaGrange, Georgia, fanno ben sperare: .992 di percentule in difesa e soli 4 errori su 492 occasioni, con ben tre mesi senza macchie nel 2003. E non dimentichiamo i 4 HR in una sola partita del 2002 ed il doppio back-to-back nel primo inning con il compagno Bret Boone...

A conferma dell'intenzione di rinforzare il reparto esterni è arrivata proprio pochi giorni fa la firma di Karim Garcia, altro giocatore che attraversa il fiume Hudson per cambiare squadra di NY, stavolta dagli Yanks ai Mets.

L'acquisto "mediatico", anche se tutti i tifosi si augurano che non sia solo un fenomeno di merchandising, è stato lo short-stop giapponese Kazuo Matsui, soltanto omonimo di "Godzilla" Hideki, che ha già scatenato quella che nella Grande Mela chiamano la "kazmania".

Per il 28enne del Sol Levante non sarà facile gestire la pressione che una città come New York può creare intorno ad un rookie che molti già sognano come il salvatore della patria, ma la presenza in squadra di Mike Cameron, che fu compagno del Rookie of The Year Ichiro Suzuki aiuterà sicuramente il futuro short-stop titolare di Art Howe.

E proprio Art Howe ha fatto sapere che l'idea per la questione partenti è, almeno inizialmente, quella di una rotazione a 5, con i veterani Tom Glavine, Al Leiter e Steve Trachsel, il govane ma promettente coreano Jae Wong Seo e l'ex rilievo Grant Roberts, che dopo 68 apparizioni da relief pitcher nelle ultime tre stagioni avrà una chance come starter.

Il parco lanciatori in effetti è quello che si è rinnovato meno, dopo il tentativo fallito di strappare ai rivali di Division di Philadelphia Kevin Millwood, e di ricostruire la mitica coppia dei Braves d'oro Glavine-Millwood.

Il pitcher ha infatti accettato la proposta dei Phillies e per New York non è rimasta altra scelta che continuare con i suoi esperti partenti, sperando in una seconda giovinezza di Leiter e Glavine.

L'unico innesto di una certa importanza è stato quello di Braden Looper, destinato a diventare il closer titolare dopo la partenza di Armando Benitez.

Guardando i nomi presenti nel roster i playoff sono un obbiettivo a portata di mano, ma non lo erano anche l'anno scorso?

Ale






ULTIMI INSERITI

Knicks in crisi nera
L'annata degli Yankees
Brown on Broadway
Nets, torna il flying circus
MLB Opening Night

 


ARCHIVIO

Gennaio 2006
Settembre 2005
Luglio 2005
Aprile 2005
Marzo 2005
Febbraio 2005
Gennaio 2005
Dicembre 2004
Novembre 2004
Ottobre 2004
Maggio 2004
Aprile 2004
Marzo 2004
Febbraio 2004
Gennaio 2004
Dicembre 2003
Novembre 2003
Ottobre 2003
Settembre 2003
Agosto 2003
Luglio 2003





















 

utenti collegati:  
 
L'audience di NYC-Site.com è rilevata da