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New York Knicks: Preview
Articolo di Andrea Delbuono
del 4/10/2004 delle ore 07:27

Scheda di presentazione del team newyorchese in vista della prossima stagione NBA, che partirà fra meno di un mese.

Conference : Eastern Conference
Division : Atlantic Division

Arrivi : Jamal Crawford (Chicago Bulls), Jerome Williams (Chicago Bulls), Jamison Brewer (Indiana Pacers, FA)
Partenze : Dikembe Mutombo (Chicago Bulls), Othella Harrington (Chicago Bulls), Frank Williams (Chicago Bulls)
Scelte al draft : Trevor Ariza

Probabile Quintetto Base
Playmaker : Stephon Marbury
Shooting Guard : Allan Houston
Small Forward : Tim Thomas
Power Foward : Kurt Thomas
Center : Nazr Mohammed


                                  ROSTER
NR PLAYER              POS HT   WT  DOB       COLLEGE               YRS 
49 Shandon Anderson    G-F 6-6  210 12/31/73  Georgia '96           8 
21 Trevor Ariza        F   6-7  194 6/30/85   UCLA                  R 
42 Vin Baker           F   6-11 250 11/23/71  Hartford '93          11 
2  Jamison Brewer      G   6-4  184 11/19/80  Auburn '03            3 
11 Jamal Crawford      G   6-5  190 3/20/80   Michigan '03          4 
1  Anfernee Hardaway   G-F 6-7  215 7/18/71   Memphis '93           11 
20 Allan Houston       G   6-6  200 4/20/71   Tennessee '93         11 
3  Stephon Marbury     G   6-2  205 2/20/77   Georgia Tech '96      8 
13 Nazr Mohammed       C   6-10 250 9/05/77   Kentucky '99          6 
25 Moochie Norris      G   6-2  188 7/27/73   West Florida '96      7 
   Bruno Sundov        C   7-2  260 2/10/80   Croazia               6
50 Mike Sweetney       F   6-8  260 10/25/82  Georgetown '04        1 
40 Kurt Thomas         F   6-9  235 10/04/72  Texas Christian '95   9 
5  Tim Thomas          F   6-10 240 2/26/77   Villanova '97         7 
31 Jerome Williams     F-C 6-9  206 5/10/73   Georgetown '96        8

Staff Tecnico
HEAD COACH : Lenny Wilkens (College - Providence '60)
ASSISTANT COACHES : Dick Helm (College - Wheaton '55)
Herb Williams (College - Ohio State '81)
Michael Malone (College - Loyola (MD) '94)
Mark Aguirre (College - DePaul '82)
George Glymph (College - Benedict '65)
Greg Brittenham (College - Nebraska-Kearney '80)

ATHLETIC TRAINER : Mike Saunders (College - NYU '77)
ASSISTANT TRAINER : Said Hamdan (College - Brooklyn College '84)


Commento
E’ stata durissima per i Knicks lavorare in estate con la sola eccezione salariale. Isaiah Thomas, però, ha svolto un ottimo lavoro, nonostante si trovi ancora a dover scendere a patti con lo scempio perpetrato negli scorsi anni da Scott Layden. In ogni trattativa è infatti partito in posizione svantaggiata, vuoi per l’assenza di “merce da scambio”, vuoi ovviamente per la disgraziata situazione del salary cap ed i general manager avversari avevano così sempre il famigerato coltello dalla parte del manico.

Thomas è riuscito a ricavare il massimo possibile da questo contesto disastroso: serviva un’assicurazione sul ginocchio di Allan Houston ed è arrivato Jamal Crawford a braccetto di Jerome Williams. Le cessioni per questa sign-and-trade hanno indebolito il settore lunghi, ma fino ad un certo punto: Dikembe Mutombo è ormai agli sgoccioli della carriera ed Othella Harrington è stato inutile l’anno passato. Semmai più dolorosa è stata la partenza di Frank Williams, giovane play che si è dimostrato una solido backup ed un insospettabile guerriero, ma dietro a Marbury ci si può permettere un po’ più di vuoto rispetto ad altri ruoli più deficitari. Thomas aveva provato ad inserire Mookie Norris o Shandon Anderson al posto dell’ex-Illinois, ma i Bulls hanno risposto “picche”.

Non è invece arrivato il centro tanto cercato da opporre a Shaq nell’Atlantic Division, ma sarebbe davvero stata un’impresa al di là delle possibilità umane convincere Eric Dampier ad accettare l’eccezione salariale al posto dei dollaroni di Mark Cuban in quel di Dallas, visto che a Golden State non ne hanno voluto sapere di imbastire una trade. Tra le tante voci estive, poi, ha ovviamente avuto il massimo risalto quella su Vince Carter, dato che il giocatore a più riprese aveva chiesto la cessione. I Knicks, comunque, non hanno mai avuto la reale possibilità neppure di intavolare una discussione con i Raptors, sprovvisti come sono di assets appetibili.

New York si presenterà al via della stagione con un quintetto inalterato rispetto alla fine dello scorso anno, con Stephon Marbury in regia, Allan Houston accanto al “Coney Island Finest” (sempre che il ginocchio sia recuperato e regga), Tim Thomas ala piccola, Kurt Thomas ala forte e Nazr Mohammed centro. Jamal Crawford farà il sesto uomo, cambiando H20, mentre Penny Hardaway, che comunque può coprire tre ruoli, subentrerà a Tim Thomas e si dividerà in questo senso i minuti con Jerome Williams, combo-ala atletica che può ricoprire due spot.

La batteria lunghi ha visto rifirmare Vin Baker, che affiancherà il secondo anno Mike Sweetney (ottime le leghe estive per lui, anche se caratterizzate da problemi di falli). Chiuderanno (per ora) il roster i due playmaker Mookie Norris e Jamison Brewer (che si giocheranno il posto di vice Starbury), l’enigmatico centro Bruno Sundov (buono al più per spendere qualche fallo su Shaq), l’inutile ed indesiderato Shandon Anderson (ultima zavorra dell’era-Layden) ed il rookie Trevor Ariza che, nonostante l’ottima estate nelle leghe estive, non crediamo possa recitare per ora un ruolo che non sia da decimo uomo, anche se bisogna ammettere che Zeke ha avuto lo sguardo lungo pescandolo alla chiamata numero 43.

Come si può vedere, manca un decente centro di riserva alle spalle di Mohammed, perché se è vero che Baker e Kurt Thomas potranno giocare minuti in quella posizione, soprattutto ad est, è comunque una situazione che dovrebbe essere un’eccezione e non la regola.

Non si escludono cambiamenti in corsa alla guida della squadra: Lenny Wilkens è sì stato confermato, ma un inizio di stagione al di sotto delle aspettative potrebbe costargli in posto, soprattutto se nella testa di Zeke c’è ancora la malcelata idea di tornare a dirigere una squadra da bordo campo ed in pianta stabile (perché già ora partecipa alle sedute di allenamento) come ai tempi degli Indiana Pacers.

Obiettivi
L’obiettivo minimo è ovviamente partecipare ai playoffs. Isiah Thomas, dal primo giorno da GM nella Grande Mela, ha fissato come traguardo a breve-medio periodo la vincita del Titolo. I risultati sul campo non potranno che prescindere da Stephon Marbury, reduce dalle disastrose olimpiadi ateniesi, e dalla salute di Allan Houston. Jamal Crawford può essere la variabile impazzita nella roulette newyorkese: se esplode, insieme all’eterno incompiuto Tim Thomas, i tifosi potrebbero sognare in grande fin da questa stagione.

Andrea Delbuono






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