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I Red Sox sperano
Articolo di Ale
del 19/10/2004 delle ore 10:31

Quinto capitolo della rocambolesca serie di Championship Series tra New York Yankees e Boston Red Sox, ed ultimo appuntamento a Fenway Park.

Per continuare a sperare nella miracolosa rimonta Terry Francona torna da Pedro Martinez, per la terza volta in un mese di fronte a Mike Mussina.

Si preannuncia dunque una grande sfida tra pitcher, ed i due assi del monte non deludono le attese.

Qualche piccolo accorgimento studiato dai due manager anche nei line-up, con Orlando Cabrera promosso fino al secondo posto dell'ordine di battuta a spese di un deludente Mark Bellhorn e con Tony Clark a difendere la prima base degli Yankees al posto di John Olerud.

L'inizio è tutto per i padroni di casa, che sospinti da un pubblico tornato assordante ritrovano lo smalto della regular season in battuta e colpiscono Mussina con 3 valide consecutive e si portano sull'1-0.

Il passivo del primo inning per gli ospiti aumenta quando con le basi piene The Moose concede una base-ball a Jason Varitek e manda a segnare automaticamente il punto del 2-0 Boston.

Lo strikeout su Bill Mueller, ancora con 3 uomini sulle basi, chiude una prima ripresa che esalta giocatori e pubblico di Boston, tanto più che Martinez inizia molto bene la gara con 3 K nei primi due inning.

Arriva però anche il primo piccolo errore di Pedro, una palla troppo alta in mezzo al piatto contro Bernie Williams che la inquadra e la spedisce profonda oltre l'esterno destro per il 2-1.

A questo punto comincia il vero pitcher duel tra Martinez e Mussina, i quali, pur concedendo qualche valida di troppo ai rispettivi avversari, danno vita ad uno show di concentrazione e controllo, costrinendo i battitori fronteggiati a lasciare in base corridori in posizione punto (saranno complessivamente 30 i left on base dalle due formazioni) in tutte le riprese.

Il sottile equilibrio (anche se i Sox sono avanti 2-1) resiste fino al sesto inning, quando un Martinez con 100 lanci alle spalle concede due valide a Ruben Sierra e Jorge Posada e colpisce Miguel Cairo.

Con 2 out e le basi piene si presenta al piatto Derek Jeter, non esattamente il più in forma tra i battitori dei Bronx Bombers, ma stavolta il momento è decisivo ed il capitano di NY non tradisce: linea in campo opposto che passa la prima base e permette a tutti i corridori di segnare.

Jeter arriva in terza sul tiro a casa base, ma la cosa più importante è che sono entrati per gli Yankees i punti del sorpasso, 4-2 New York.

Pedro scende dal monte dopo una partita molto simile a Gara-2: ottima per 6 inning, macchiata da un calo nel finale dovuto all'eccesivo sforzo.

Joe Torre si affida ora al meglio del proprio bull-pen, più precisamente a Tom Gordon e Mariano Rivera, che dopo la blown save di Gara-4 viene chiamato ad una long save da due inning visti i tentennamenti di Flash.

I punti di vantaggio all'inizio dell'ottavo sono 2 ma alla fine della ripresa saranno svaniti.

Primo battitore affrontato da Gordon è David Ortiz, che non crede ai suoi occhi quando vede arrivare un cioccolatino in mezzo al piatto e non si fa pregare per girare con potenza: swing veloce e preciso che spedisce la pallina in campo opposto ben oltre il Green Monster.

Sul punteggio di 4-3 Yanks Gordon rimane sul monte e concede una base-ball a Kevin Millar ed un singolo a Trot Nixon.

Con due uomini sulle basi (i pinch runner Dave Roberts e Gabe Kapler) Joe Torre ne ha abbastanza della giornata no di Gordon, e getta nelle mischia Mister Closer.

I corridori sono però agli angoli e basta una sacrifice fly a Jason Varitek per portare a casa Roberts ed il punto del pareggio.

Siamo di nuovo in parità, 4-4, ed il cuore dei tifosi di Fenway si prepara ad un altro finale thrilling.

Infatti come in Gara-4 si va agli extra-inning, con i manager che svuotano i bull-pen e sono costretti a rivolgersi, a partire dall'undicesima ripresa, a due teorici partenti: Tim Wakefield ed Esteban Loaiza.

Il primo, come spesso gli è capitato contro gli Yankees in questa stagione, manda fuori giri con le sue knuckleball gli slugger di New York, limitando i battitori di Torre ad una sola valida in 3 inning (anche 3 K per lui).

Il rendimento di Loaiza è simile, anch'egli 3 K e molta sicurezza, ma nel 14esimo inning la tensione lo tradisce: K su Bellhorn e BB a Johnny Damon, non certo il più pericoloso battitore da affrontare in questo periodo (batte .083 nella serie).

Poi ancora uno strikeout ed una base-ball in sequenza, rispettivamente su Cabrera e Ramirez.

Ci sono 2 out ma al piatto arriva David Ortiz, vera anima delle rimonte Red Sox: palla molto alta ed interna, un ball sicuro, ma Ortiz è in trans agonistica e la gira mandando verso l'esterno centro un blooper che cade pochi metri prima di Bernie Williams.

Damon non batterà molto di questi tempi ma si ricorda come si corre, e sprinta veloce dalla seconda base per andare a segnare il punto decisivo.

Williams non tenta neppure il tiro a casa, ed il 5-4 dopo l'ennesima rimonta Red Sox è realtà.

Inutile descrivere l'atmosfera a Fenway Park, e chi aveva forse timidamente, forse scaramanticamente nascosto i cartelli con la scritta "We Believe" durante l'incontro può orgogliosamente esporli e dimostrare agli Yankees che questi Red Sox sono duri a morire...

Ale






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