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Nets, torna il flying circus
Questa volta Jason Kidd non avrà di che lamentarsi. Se infatti un anno fa, proprio di questi tempi, Jasone stava accusando più o meno velatamente i New Jersey Nets di giocare a perdere e di trovarsi già senza speranze senza ancora avere iniziato la stagione 2004/2005, un anno dopo parecchi dei movimenti di mercato effettuati da Rod Thorn e dal management dei Nets hanno finalmente un senso. Turbato dal parziale smantellamento della squadra che lo aveva aiutato a raggiungere i vertici della lega, Kidd si era messo in una posizione simile a quella di Baron Davis a New Orleans chiedendo la cessione pensando che la nuova proprietà, rappresentata da Bruce Ratner, stesse giocando al risparmio perdendo alcuni pezzi lasciando andare via Kerry Kittles, Rodney Rogers e Lucious Harris e, come ciliegina sulla torta, scambiando Kenyon Martin, allora il futuro della franchigia, ottenendo da Denver tre prime scelte future e nessun giocatore da mettere in campo. Con Richard Jefferson fuori almeno fino ai playoffs a causa della rottura del legamento del polso proprio mentre stava producendo 22.7 punti e 7.3 rimbalzi ad uscita in 33 partite, le aspettative si erano ridotte ulteriormente, ma di lì a poco è arrivata la svolta decisiva della stagione: come Kidd, anche Vince Carter era molto deluso dal comportamento dei Raptors, che a suo dire nulla avevano fatto per rinforzare la squadra, e così le strade dei due All-Star si sono incrociate. Quindi, con un altro scambio messo a punto con Golden State, i Nets hanno ottenuto anche Cliff Robinson in cambio di due seconde scelte ottenendo un giocatore ormai a fine carriera ma elemento comunque utile per duttilità ed esperienza da portare in campo e per rimpinguare il reparto ali. Soprattutto grazie a questi due movimenti di mercato, dopo una lunga rincorsa disperata alle concorrenti i Nets hanno conquistato l’accesso ai playoffs con la posizione n. 8 della griglia a discapito dei Cleveland Cavs trovandosi così di fronte ai Miami Heat, ma uscendo subito perdendo per 4-0 la serie. Di positivo c'è stato anche che Vince Carter ha concluso la sua porzione di stagione in maglia Nets con la nomina di giocatore del mese a febbraio ed accumulando a fine anno 27.5 punti, 5.9 rimbalzi e 4.7 assists tornando sostanzialmente ad essere se stesso dopo avere impersonato il fantasma che aveva iniziato il 2004 ai Raptors, ed è sembrato recuperato dagli acciacchi alle caviglie che lo hanno tormentato nell'ultimo biennio. Se la stagione ha avuto un esito discreto, la offseason corrente non poteva cominciare meglio: Shareef Abdur Rahim, il più ambito forse dei free agents 2005, da tempo in rotta con i Blazers ed in cerca di una squadra con cui disputare quei playoffs che non ha mai disputato, ha accettato di firmare per i Nets ed andrà a costituire un quintetto sulla carta molto forte occupando il ruolo di ala forte con Jason Kidd da play, Carter da guardia, Jefferson da ala piccola e con l’emergente Nenad Kristic e Jason Collins a spartirsi i minuti da centro. Rahim, 28 anni, è un giocatore che in carriera ha tenuto medie quali 19.8 punti ed 8.1 rimbalzi in 8 anni da professionista ed era chiaramente l’obbiettivo numero uno del mercato dei Nets. 'Reef assicura ai Nets un giocatore all-around, capace di segnare da sotto e dalla media distanza, capace di squilibrare l'avversario con un buon repertorio di finte e buonissimo nel correre da una parte all'altra del campo come richiede il gioco a base di contropiede pensato da Frank. Ad oggi non è ancora chiaro come il giocatore arriverà in squadra, perchè la Nba ha prorogato di altri due giorni la scadenza del termine oltre il quale si potranno cominciare le firme dei contratti. Oltre a ciò, i Nets hanno raggiunto un accordo per un altro anno anche con lo zio Cliff: Robinson, al 17mo anno da professionista, ha infatti accettato di restare a Meadowlans per tentare l’ultima scalata al titolo e New Jersey può tranquillamente inserirsi tra i nominativi delle squadre favorite a raggiungere almeno la finale ad est, considerata la concorrenza portata da Indiana, Detroit e Miami. Il mercato di New Jersey è quasi chiuso: mancherebbe solamente l’acquisizione di un backup nella posizione di play/guardia e poi si è sostanzialmente a posto. I Nets avevano pensato subito a Keyon Dooling che ha anche fatto visita al quartier generale della squadra, ma il giocatore si è poi accordato con i Magic per firmare un contratto triennale, in quanto Rod Thorn, visto il caso Rahim, non sa ancora se potrà utilizzare la mid-level exception per firmare altri free agents. Le ultime notizie danno Milt Palacio come candidato numero uno per il ruolo di backup di Kidd, e non è escluso che Thorn faccia un'offerta anche a Dale Davis al fine di gettare un ulteriore corpaccione nella mischia. Completata o quasi la lista dei movimenti, diventa molto interessante, a questo punto, analizzare come lo stesso Thorn sia arrivato a plasmare una squadra così potenzialmente produttiva, alla luce del fatto che un anno fa sembrava essere preso da un colpo di matto mentre distruggeva in parte la squadra che aveva fatto due finali Nba consecutive. Tre anni fa gli Houston Rockets non avevano resistito al fascino di Eddie Griffin e per questo motivo nel giorno del draft avevano concluso una trade per assicurarsi il giocatore. A New Jersey arrivarono tre scelte di quel draft, due di esse, Jefferson e Collins, sono due quinti della struttura base della squadra odierna. Proprio Jefferson e Collins hanno avuto, un anno fa, l’opportunità di vedersi prolungare il contratto e godono entrambi di nuovi accordi pluriennali ben più alti dei precedenti, e tutto questo è stato possibile anche grazie alla cessione di Kenyon Martin. Se è vero che non è arrivato nessun giocatore dallo scambio con Denver (o almeno in quel momento) è anche vero che la manovra ha liberato diverso spazio salariale, utile appunto per inchiodare a lungo termine due elementi essenziali del quintetto titolare. Il quadro si chiude con l’affare Carter: analizzando la trade, si capisce come, alla fine, i Nets abbiano sostanzialmente scambiato Kenyon Martin proprio per Vince. Se ora consideriamo che il posto di Martin verrà occupato da Abdur Rahim, non si può non definire questa serie di operazioni un vero e proprio capolavoro. Un capolavoro che ha sicuramente restituito a Jason Kidd la voglia di restare nel New Jersey. Ed ha restituito in brevissimo tempo una squadra altamente competitiva all’altra sponda dell’East River. Max Giordan |
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