Il Solomon R. Guggenheim
Museum, che fa parte del cosiddetto Museum Mile, è ubicato a Manhattan,
nell’Upper East Side, al n. 1071 della Fifth Avenue, tra la East
88th e la East 89th Street. Nel 1937 l’industriale del rame e collezionista
Solomon R. Guggenheim, un ebreo di origine svizzera, istituì una
fondazione finalizzata ad accogliere la sua collezione privata (la
Guggenheim Collection of Non-Objective Paintings). Nel 1943 la baronessa
Hilla Rebay von Ehrenwiesen affidò al celebre architetto Frank Lloyd
Wright l’incarico di progettare per la Guggenheim Foundation (di
cui era direttrice) una sede adeguata in grado di sostituire quella
provvisoria in cui la preziosa collezione di arte astratta era ospitata
dal 1939. I lavori di costruzione del museo ebbero inizio solo nell’agosto
1957, dopo numerosi diverbi sul progetto insorti tra Wright e il
direttore della fondazione James Johnson Sweeney, succeduto nel
1952 alla baronessa Rebay. L’inaugurazione ebbe luogo nell’ottobre
del 1959, sei mesi dopo la scomparsa dell’architetto Wright. Ulteriori
spazi espositivi (tra cui la Tower Galleries, un edificio a dieci
piani eretto dietro la costruzione originaria) furono ottenuti in
seguito a lavori di ampliamento e di ristrutturazione diretti dall’architetto
Charles Gwathmey e ultimati nel 1993. L’edificio appare esternamente
come una spirale rovesciata in cemento bianco a quattro anelli che
sale fino a una cupola di vetro a ca. 30 m d’altezza; all’interno
la spirale si apre su di un vasto spazio centrale e viene percorsa
dal visitatore partendo dall’alto e scendendo per una rampa elicoidale
(lunga 432 m e con un’inclinazione del 3%) che si snoda lungo un
spazio espositivo composto da oltre 70 nicchie e piccole gallerie
in cui sono in mostra le opere d’arte del museo. La costruzione
viene illuminata dalla luce naturale proveniente dalla cupola o
da altre forme di luce indirette, sistemate lungo la rampa, mentre
alcune delle opere esposte sono illuminate individualmente. La costruzione
ospita anche un auditorium, una rotonda (dove al venerdì e al sabato,
dalle 15.00 alle 20.00, si tengono le sessioni del World Beat Jazz),
una caffetteria e un negozio di libri d’arte.
Il patrimonio fisso del museo,
illustrato da un ampio catalogo a disposizione dei visitatori, è
costituito da opere d’arte provenienti da cinque grandi collezioni
private: la Guggenheim Collection, la Tannhauser Collection (offerta
dal mercante d’arte tedesco Justin K. Thannhauser), la collezione
di dipinti espressionisti tedeschi di Karl Nierendorf, la raccolta
di dipinti e di sculture dell’avanguardia storica di Katherine S.
Dreier e la collezione di Minimal Art americana degli anni Sessanta
e Settanta del conte Giuseppe Panza di Biumo; a esse si devono aggiungere
le successive acquisizioni dei direttori e dei funzionari del museo,
come le opere di Roy Lichtenstein e di Joseph Beuys.
In tutto il Guggenheim possiede
5.000 tra dipinti, sculture e lavori su carta del periodo compreso
tra l’Impressionismo e i giorni nostri, un cospicuo patrimonio che
può venire esposto solo parzialmente e a periodi alterni. Nel Guggenheim,
infatti, si organizzano annualmente almeno cinque o sei mostre straordinarie
che, per la loro ampiezza e importanza, tendono a occupare tutto
o quasi lo spazio espositivo disponibile. Tra i pezzi più significativi
che appartengono al patrimonio del museo vanno ricordate senz’altro
la più grande collezione al mondo delle opere di Kandinsky (Quadro
chiaro n. 188, 1913; Autunno, 1914; Inverno, 1914; Due lati rossi
n. 437, 1928), oltre a opere di Henri Rousseau (Artiglieri, 1895;
Una partita a calcio, 1908), di Delaunay (Tour Eiffel e Saint Séverin,
1912), di Braque (Violino e paletta; Pianoforte e liuto, 1910),
di Picasso (Suonatore di fisarmonica, 1911; Mandolino e chitarra,
1924), di Léger (Fumatore, 1911; La grande parata, 1954), di Chagall
(Parigi attraverso la finestra, 1913; Il violinista verde, 1918),
di Marc (Cavalli dormienti, 1913), di Mondrian (Composizione 7,
1913), di Kokoschka (Il cavaliere, 1915), di Feininger (Gelmeroda
IV, 1915), di Modigliani (Nudo, 1917; Pullover giallo, 1919), di
Klee (Danza, mostro, al suono della mia canzone, 1922; Rivoluzione
del viadotto, 1937), di Rauschenberg (Red Painting, 1953), di Pollock
(Ocean Greyness, 1953) e di Dubuffet (Porta con alghe, 1957; Nunc
Stans, 1965). Del patrimonio del Guggenheim fa parte anche l’ultima
opera dell’artista pop Andy Warhol, una serie di stampe con automobili
Mercedes. Un’esposizione permanente in un settore del museo al di
fuori della rampa centrale è dedicata alla Tannhauser Collection,
comprendente 75 opere impressioniste e post-impressioniste tra cui
dipinti di Daumier (Il giocatore di scacchi, 1963), Pissarro (Les
coteaux de l’Hermitage à Pontoise, 1867), Renoir (Donna con pappagallo,
1872 ca.), Manet (Davanti allo specchio, 1878), Cézanne (Madame
Cézanne, 1885-1887 e L’orologiaio, 1895-1900), Van Gogh (Montagne
presso Saint-Rémy, 1889), Toulouse-Lautrec (Au Salon, 1893), Picasso
(Le moulin de la Gallette, 1900; Due arlecchini, 1905; Tre bagnanti,
1920) e sculture di Degas (Ballerina, 1882-1885), Brancusi (Sorcière,
1916), Archipenko (Medrano, 1915) e Arp (Crescere, 1938). Esposizioni
complementari e mostre di opere di nuovi artisti possono essere
visitate presso il Guggenheim Museum SoHo, al n. 575 di Broadway
all’angolo con la Prince Street. Questa “filiale” del museo di Fifth
Avenue, inaugurata nel 1992, ha sede in un ex magazzino della fine
dell’800 trasformato dall’architetto Arata Isozaki in un ampio spazio
espositivo di ca. 3.000 metri quadrati. Di recente il museo ha subìto
alcuni lavori di ristrutturazione (completati nel 1996) che lo hanno
trasformato, anche grazie alla sponsorizzazione dell’ENEL italiana
e della Deutsche Telekom, in uno spazio destinato all’esposizione
di opere e apparecchiature ispirate alla più moderna tecnologia
informatica e multimediale (CD-ROM e realtà virtuale).